Stato della pesca del tonno nel 2025. I dati globali del nuovo report ISSF – Nel mondo della pesca, il tonno resta il protagonista indiscusso. Apprezzato sulle tavole di tutto il pianeta, è al centro di un’industria che nel 2023 ha generato 5,2 milioni di tonnellate di catture. Ma quanto è sostenibile tutto questo? A rispondere con rigore scientifico è la International Seafood Sustainability Foundation (ISSF), che ha da poco pubblicato il nuovo report Status of the World Fisheries for Tuna – March 2025, uno dei documenti più autorevoli al mondo per monitorare lo stato di salute degli stock di tonno.
Il report analizza 23 stock globali appartenenti a sette specie commerciali principali: alalunga (albacore), tonno obeso (bigeye), tonno rosso (bluefin), tonnetto striato (skipjack) e pinna gialla ( Yellowfin). Ogni stock è valutato secondo due parametri fondamentali: l’abbondanza della biomassa riproduttiva e la mortalità della pesca, offrendo una visione chiara e comparabile dello stato delle risorse.
I risultati del 2025 mostrano un quadro in chiaroscuro. Il 65% degli stock si trova in uno stato di abbondanza sana, mentre il 9% è sovrasfruttato e il restante 26% si colloca in una zona intermedia. Sul fronte dello sforzo di pesca, il 91% degli stock non subisce overfishing, ma restano situazioni critiche, in particolare per alcune popolazioni di bigeye e bluefin. La buona notizia è che l’87% delle catture globali proviene da stock considerati sani: un risultato in gran parte dovuto alla dominanza del tonnetto striato, che da solo rappresenta il 57% delle catture e gode di buona salute ovunque venga pescato.
Uno degli aspetti più innovativi del report ISSF è l’approccio metodologico. Ogni stock è analizzato con un sistema di valutazione a colori (verde, giallo, arancione) che rende immediatamente leggibile lo stato della risorsa e l’efficacia delle misure di gestione adottate dalle Organizzazioni regionali di gestione della pesca (RFMO). Le cinque RFMO internazionali – ICCAT, IOTC, WCPFC, IATTC e CCSBT – hanno il compito di monitorare e regolamentare la pesca del tonno nei diversi oceani, ma con risultati disomogenei. Se in alcune aree si registra un miglioramento, altrove permangono incertezze e lacune gestionali.
Il documento sottolinea inoltre l’importanza crescente dell’approccio precauzionale, con l’adozione di strategie di cattura basate su Harvest Control Rules e sistemi di valutazione scientifica sempre più sofisticati. Tuttavia, l’ISSF avverte che l’aumento delle catture da FAD (Dispositivi di Aggregazione dei Pesci) e il depauperamento di alcuni stock indicano la necessità di rafforzare il monitoraggio e le misure di mitigazione.
Da infine segnalazione che, per garantire la coerenza e l’affidabilità delle informazioni, il rapporto è stato redatto dal team scientifico dell’ISSF e revisionato dal suo Scientific Advisory Committee, rendendolo uno strumento fondamentale per policymaker, operatori del settore e organizzazioni della filiera.
Per chi opera nel mondo della pesca, questo report non è solo una fotografia aggiornata, ma una vera e propria bussola. Una lettura imprescindibile per chi vuole coniugare business e sostenibilità, consapevole che il futuro del tonno – e della pesca stessa – si gioca oggi, tra dati scientifici, regole efficaci e scelte responsabilità.
Stato della pesca del tonno nel 2025. I dati globali del nuovo report ISSF